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Filtro nel giudizio di cassazione

Sommario

Le ragioni di un «filtro» d'accesso alla corte di cassazione | L'art. 360-bis c.p.c. | L'inammissibilità per conformità della decisione impugnata alla giurisprudenza della corte | L'inammissibilità per infondatezza della pretesa violazione dei principi regolatori del giusto processo | Il procedimento per la delibazione dell'inammissibilità | Efficacia del filtro e prospettive di riforma | Riferimenti |

 

Negli anni '90 la Cassazione civile pronunciava all'incirca 10.000 sentenze all'anno. In una risoluzione espressa dal Consiglio Superiore della Magistratura sulla «bozza Brancaccio-Sgroi di provvedimenti urgenti sul giudizio di cassazione» (in Foro it., 1990, V, 263 e ss.) si stimava tale dato numerico come un «non senso» rispetto alla funzione di nomofilachia esercitata dalla Corte e si parlava di «soffocamento quantitativo» e «svuotamento qualitativo». Già all'epoca autorevole dottrina giudicava quelle 10.000 sentenze come un «dato allarmante». In questi ultimi anni le sentenze civili pronunciate dalla Corte sono in media 30.000. Con una sopravvenienza annua di più o meno 30.000 processi l'arretrato è costante e si attesta ormai oltre le 100.000 cause. Se in documenti ufficiali si legge - e autorevoli studiosi del processo confermano - che per una Corte di legittimità pronunciare 10.000 sentenze all'anno è un «non senso» ne deriva che, essendo le sentenze triplicate, è lecito dubitare che la Corte Suprema sia posta in grado di assolvere all'alto magistero della nomofilachia. Constatato che essa rappresenta un unicum privo di riscontri nel panorama europeo, è diffusa l'opinione che si sia trasformata in un giudice di terza istanza del caso singolo, divenuto da luogo di persu...

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