Bussola

Esecuzione forzata indiretta

Sommario

Inquadramento | Il campo di applicazione della norma | Segue: casistica | Il procedimento | Il provvedimento di condanna | Il regime giuridico e le impugnazioni |

 

Una delle principali novità della riforma del codice di rito ex lege 69/2009 è costituita dall'introduzione dell'art. 614-bis c.p.c., originariamente rubricato «attuazione degli obblighi di fare infungibili o di non fare», avente la precipua funzione di garantire effettività all'esecuzione di obblighi di fare o non fare i quali, per la sussistenza di una significativa quota di infungibilità dell'obbligo, presentavano un evidente margine di incoercibilità ed ineffettività della pronuncia giudiziale. Secondo l'originario impianto normativo, contestualmente all'emissione di un provvedimento di condanna in tali fattispecie di obbligazioni, il giudice, su richiesta della parte, salvi i casi di manifesta iniquità, poteva fissare una somma di danaro dovuta dall'obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva dell'ordine giudiziale, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento, tenuto conto del valore della controversia, della natura della prestazione, del danno quantificato o prevedibile e di ogni altra circostanza utile. Il provvedimento giudiziale di condanna alla somma in caso di inosservanza di obblighi, precluso nell'ambito dei rapporti di lavoro dipendente e di parasubordinazione, costituiva titolo esecutivo. Con la riforma del d.l. 83/2015, conv. in l. 132...

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