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Delibazione di sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio ed effetti

Sommario

Inquadramento | Riserva di giurisidzione ecclesiastica | Competenza e procedimento | Presupposti | Contrarietà all’ordine pubblico | Convivenza triennale tra i coniugi | Effetti della delibazione | Casistica |

 

L’ordinamento italiano prevede che il matrimonio possa essere celebrato, oltre che innanzi all’Ufficiale di Stato civile italiano, anche innanzi al ministro del culto cattolico. Il matrimonio celebrato davanti al ministro del culto cattolico è regolato dall'art. 8 dell’Accordo di modificazione del Concordato lateranense (e dal n. 4. Protocollo) stipulato il 18 febbraio 1984,  e ratificato con la l. 25 marzo 1985, n. 121. Con questo accordo lo Stato italiano riconosce effetti civili ai matrimoni contratti secondo le norme del diritto canonico, a condizione che l'atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni nella casa comunale, e che durante la celebrazione venga data lettura degli artt. 143, 144, 147 c.c.. Si tratta, nella sostanza, di riconoscere effetti ad un atto formato secondo le regole di un altro ordinamento. Il codice canonico ed il codice civile, peraltro, non disciplinano allo stesso modo il matrimonio, in particolare per quanto riguarda le cause di nullità. Il diritto canonico prevede cause di nullità ulteriori rispetto a quelle previste dal codice civile: in particolare sono considerate tali dal diritto canonico le riserve mentali, come quella di uno dei coniugi circa uno dei bona matrimonii, ad esempio il bonum prolis, ovvero q...

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