Bussola

Conversione del sequestro (in pignoramento)

23 Giugno 2020 |

Sommario

Inquadramento | Il meccanismo della conversione automatica e la funzione dell'atto di impulso | Orientamenti a confronto | La partecipazione alla distribuzione del creditore sequestrante | Orientamenti a confronto nella giurisprudenza | Il presupposto della sentenza di condanna esecutiva | Orientamenti a confronto | La possibile concorrenza del sequestro conservativo convertibile con l'azione revocatoria | La caducazione dell'efficacia residua del sequestro all'esito della conversione per un credito minore riportato dal titolo | Orientamenti a confronto |

 

Secondo l'art. 686, comma 1, c.p.c., il sequestro conservativo si converte in pignoramento al momento in cui il creditore sequestrante ottiene “sentenza di condanna esecutiva”. Pertanto, la conversione del sequestro conservativo in pignoramento opera ipso iure nel momento in cui è pronunciata, in favore del sequestrante, “sentenza di condanna esecutiva”, iniziando in quello stesso momento il processo esecutivo, di cui il sequestro stesso, una volta convertitosi in pignoramento, costituisce il primo atto. Non vi è dunque necessità che siano poste in essere le attività preliminari all'esecuzione, rappresentate dalla notificazione del titolo esecutivo e del precetto. La norma si riferisce alla sola conversione del sequestro conservativo, in ragione della ratio che connota detta misura cautelare conservativa. Non ha, invece, senso per il sequestro giudiziario, atteso che, in tal caso, la sopravvenuta pronuncia di merito assorbe il provvedimento cautelare, i cui effetti cessano e sono sostituiti dagli effetti della pronuncia che accerta la titolarità del bene controverso, realizzando immediatamente l'interesse finale della parte istante. Pertanto, è direttamente la pronuncia di merito che dirime la controversia avente ad oggetto il diritto sul bene a legittimare la pretesa del suo ...

Leggi dopo

Le Bussole correlate >