Bussola

Convenzione di arbitrato in materia non contrattuale

Sommario

Inquadramento | L'oggetto della convenzione di arbitrato in materia non contrattuale | La forma della convenzione di arbitrato in materia non contrattuale | Capacità richiesta per la stipula della convenzione di arbitrato | Estensione soggettiva di efficacia della convenzione | Riferimenti |

 

L'arbitrato si fonda sulla volontà delle parti, che si manifesta attraverso la «convenzione di arbitrato», la quale, fino alla riforma del 2006, poteva sostanziarsi nel compromesso o nella clausola compromissoria: con l'uno le parti convenivano di affidare agli arbitri l'incarico di decidere una già insorta controversia, sia di natura contrattuale che extracontrattuale; con l'altra, contenuta in un contratto, le stesse parti devolvevano alla cognizione arbitrale  le controversie, future ed eventuali, nascenti dal contratto medesimo. Si riteneva viceversa, prima della riforma, che le liti extracontrattuali, nonostante il contrario avviso di una parte pur autorevole della dottrina, non potessero essere oggetto di clausola compromissoria: e ciò sulla base della stessa formulazione dell'art. 808 c.p.c., che nel vecchio testo si riferiva, come fa anche il testo attuale, alle «controversie nascenti dal contratto». L'esclusione dell'impiego della clausola compromissoria in ambito extracontrattuale si giustificava, poi, in breve, perché essa, mancando del riferimento agli individuati obblighi nascenti da un contratto, avrebbe avuto un oggetto non solo indeterminato, ma anche indeterminabile, in violazione dell'art. 1346 c.c.. Il nuovo art. 808-bis c.p.c. ha soppresso tale limitazione,...

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