Bussola

Controversie in materia di discriminazione

Sommario

Inquadramento | Dubbi di costituzionalità | Le forme del giudizio | Il procedimento antidiscriminatorio. Caratteri generali | Giurisdizione e competenza | La legittimazione ad agire | L'atto introduttivo del giudizio | La compatibilità del rito sommario di cognizione con le azioni antidiscriminatorie ex art. 44, d.lgs. n. 286/1998 | L'onere della prova | Il contenuto dell'ordinanza che definisce il giudizio | L'esecuzione del provvedimento di condanna | Riferimenti |

 

L'art. 28 del d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 stabilisce che sono regolate dal rito sommario di cognizione le controversie: a) in materia di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi di cui all'art. 44 del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. in materia di immigrazione); b) quelle regolate dall'art. 4 del d.lgs. 9 luglio 2003, n. 215 riguardante l'azione civile contro ogni discriminazione a causa della razza o dell'origine etnica, per quanto concerne l'accesso al lavoro e la disciplina del rapporto di lavoro, la formazione professionale, la protezione sociale, l'assistenza sanitaria, le prestazioni sociali, l'istruzione e l'accesso a beni e servizi; c) quelle regolate dall'art. 4 del d.lgs. 9 luglio 2003, n. 216, relative alle azioni civili contro ogni discriminazione a causa della religione, delle convinzioni personali, degli handicap, dell'età o dell'orientamento sessuale, per quanto concerne l'occupazione e le condizioni di lavoro; d) quelle previste dall'art. 3 della l. 1 marzo 2006, n. 67, concernenti le azioni civili contro ogni discriminazione attuata in pregiudizio delle persone disabili; e) quelle di cui all'art. 55-quinquies del d.lgs. 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna), relative alle azioni civili contro l...

Leggi dopo

Esplora i contenuti più recenti su questo argomento