Bussola

Continenza

Sommario

Inquadramento | La disciplina processuale della continenza | Il criterio della “prevenzione” nei procedimenti monitori | Riferimenti |

 

Il dibattito sulla complessa problematica del rapporto di continenza tra cause è stato tradizionalmente vivace in dottrina, con riguardo, innanzitutto, all'individuazione dei caratteri distintivi dell'istituto rispetto a quelli affini della litispendenza o della connessione. È noto che con il codice di procedura civile del 1940 la continenza assume una propria indipendenza strutturale e concettuale ed una propria autonoma disciplina. Il legislatore del 1940 ha espressamente contrapposto l'istituto de quo sia a quello della litispendenza che a quello della connessione. In proposito si confrontano essenzialmente due tesi: secondo la cosiddetta teoria quantitativa, la continenza viene considerata come una forma parziale di litispendenza, mentre, secondo la cosiddetta teoria qualitativa, la continenza non è altro che una sotto specie della connessione. La difformità di opinioni in dottrina sulla natura della continenza deriva dal dettato normativo, ex art. 39, comma 2, c.p.c. nel quale manca una definizione esplicita dell'istituto. Si è determinata, così, una tale incertezza sull'argomento da consentire, in alcuni casi, di avvicinare la continenza alla previsione legislativa di cui all'art. 40 c.p.c., in altri, di ritenerla un'espressione particolare di litispendenza, anche in vi...

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