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Confessione stragiudiziale

Sommario

Inquadramento | La natura giuridica e l'oggetto. L'invalidità della confessione stragiudiziale | La simulazione | La prova | L'efficacia probatoria. La confessione resa al terzo | Casistica |

 

La confessione è una dichiarazione di scienza resa dalla parte sulla verità di fatti a sé sfavorevoli e favorevoli alla controparte. Essa può essere scritta o orale, giudiziale o stragiudiziale e, fatta eccezione per alcune ipotesi in cui è liberamente apprezzabile (artt. 2733 comma 3 c.c., 2734 c.c., 2735 comma 1 c.c.), costituisce una prova legale, con la conseguenza che il giudice è vincolato alla sua portata probatoria, nel senso che non ha margine per esprimere un convincimento diverso da quello che consegue alle sue risultanze. Sulla scorta dell'equiparazione tra confessione giudiziale e stragiudiziale operata dall'art. 2735 c.c., in dottrina e in giurisprudenza si afferma l'identità strutturale e funzionale delle due dichiarazioni (Cass., n. 13212/2006; Cass., n. 1425/1987; Cass., n. 4012/1983). Ne deriva che la confessione stragiudiziale, come quella giudiziale, deve necessariamente essere esternata attraverso una dichiarazione espressa, non potendo desumersi da altra dichiarazione solo implicitamente o indirettamente ammissiva dei fatti in discussione (Cass., n. 13212/2006, cit.; Cass., n. 6301/1992) e deve constare: a) di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà del dichiarante di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sé sfavorevol...

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