Bussola

Comparsa di risposta

Sommario

Inquadramento | Requisiti formali | Eccezioni in senso lato, mere difese e mezzi di prova | La domanda riconvenzionale | Le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio | La chiamata in causa | Riferimenti |

 

La disciplina della comparsa di risposta è dettata dall'art. 167 c.p.c., norma su cui il legislatore è reiteratamente intervenuto con la riforma del 1990 e con successivi aggiustamenti. La conformazione di tale comparsa assume un rilievo centrale nell'assetto delle preclusioni al quale il procedimento di cognizione ordinaria è ormai da oltre un quarto di secolo orientato. La comparsa di risposta è l'atto che per definizione si contrappone alla citazione introduttiva del giudizio di primo grado (Andrioli, Commento al codice di procedura civile, II, Napoli, 1956, 22), e, al pari della citazione, va depositata al momento della costituzione, secondo quanto stabilisce per il convenuto l'art. 166 c.p.c.. Il rapporto di specularità tra citazione e comparsa di risposta, è tuttavia circoscritto dalla ovvia constatazione che il convenuto non deve assumere di regola alcuna iniziativa in funzione dell'istituzione del contraddittorio, già instauratosi per effetto della notificazione della citazione introduttiva (Mandrioli, Diritto processuale civile, Torino, 2002, 40). La comparsa di risposta, in particolare, è principalmente diretta ad esporre le difese spiegate dal convenuto nei confronti della domanda attrice, sempre che egli non ritenga di rimanere inerte optando per la contumacia: in ...

Leggi dopo