Bussola

Chiamata in causa

06 Maggio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Comunanza di causa | Garanzia | Chiamata su istanza del convenuto | Chiamata del terzo nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo | Riferimenti |

 

L'art. 106 del codice di rito, inserito nel libro primo, regola l'an dell'intervento (o chiamata) di terzo su istanza di parte e, all'uopo, stabilisce che ciascuna parte possa chiamare nel processo un terzo, al quale ritiene comune la causa o dal quale pretende di essere garantita. Il successivo art. 107 disciplina, invece, l'an dell'intervento per ordine del giudice. Più in generale, l'istituto si colloca nell'alveo dell'estensione (cumulo) soggettiva (successiva) del processo ovvero dell'intervento. Detto intervento può essere volontario o libero ex art. 105 c.p.c., quando avvenga per spontanea iniziativa dell'interessato, oppure coatto o condizionato, appunto quando sia invocato dalle parti ovvero disposto dal giudice. Per converso, gli artt. 269 e 270 c.p.c., inseriti nel libro secondo, dedicato al processo di cognizione, regolamentano il quomodo della chiamata, su istanza di parte ovvero iussu iudicis. Condizioni simili sono dettate dall'art. 420, nono e decimo comma, c.p.c. con riguardo alla chiamata di terzo nel processo del lavoro, sebbene in questo ambito il legislatore non operi una precisa distinzione tra le ipotesi dell'integrazione del contraddittorio verso il litisconsorte necessario pretermesso, dell'intervento coatto ad istanza di parte e dell'intervento su ord...

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