Bussola

Autosufficienza (del ricorso per cassazione)

Sommario

Inquadramento | Origini giurisprudenziali dell'istituto | La portata dell'art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c. | Applicazioni del principio di autosufficienza | a) autosufficienza e giudizio di fatto | b) autosufficienza ed errores in iudicando | c) autosufficienza ed errores in procedendo | Il protocollo del 17 dicembre 2015 | Riferimenti |

 

Costituisce acquisizione del diritto vivente che il ricorso per cassazione debba uniformarsi al canone dell'autosufficienza, quale requisito di contenuto-forma nella esposizione dei motivi di impugnazione che ne condiziona l'ammissibilità. L'istituto, di matrice essenzialmente pretoria, pone oneri nella redazione dell'atto introduttivo del giudizio di legittimità non compiutamente definiti da una disposizione processuale ma che sono il frutto di una risalente tradizione della giurisprudenza. In via di prima approssimazione può dirsi che il canone dell'autosufficienza risponde all'esigenza di consentire ai collegi della Suprema Corte la decisione della causa sulla base delle sole deduzioni esplicitate nel ricorso, che deve quindi contenere in modo specifico e completo tutti gli elementi necessari per scrutinare i vizi denunciati, senza imporre ulteriori indagini mediante l'accesso agli atti del giudizio.  Secondo la prevalente dottrina il requisito dell'autosufficienza non trova alcuna espressa regolamentazione normativa né alcun riferimento o indicazione che ne legittimi la ricostruzione esegetica sotto il profilo sistematico. Questa tesi si è spinta al punto da ingenerare, da parte di qualche studioso, il sospetto che si tratti di una forma di autodifesa della Suprema Corte...

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