Bussola

Arbitrato irrituale

28 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Natura dell'arbitrato irrituale | La struttura processuale | Natura dell'eccezione di arbitrato | Competenza cautelare in caso di arbitrato | Riferimenti |

 

Il legislatore della novella del 2006 (attuata con il d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40) ha dettato sub art. 808-ter c.p.c. una norma ad hoc in tema di arbitrato cd. «irrituale o improprio o libero» che, in passato privo di regolazione normativa, deve le sue origini a una remota decisione della Corte di cassazione di Torino (Cass. civ., Torino, 27 dicembre 1904, in Riv. dir. comm., 1905, II, 45). La legge attribuisce ora alle parti di un rapporto giuridico, la facoltà di optare, espressamente e con forma scritta ad substantiam, per la risoluzione informale di controversie presenti o future in via alternativa, ancorché non sostitutiva – come invece accade con l'arbitrato rituale – rispetto a un giudizio ordinario. In altri termini, le parti stabiliscono, con convenzione esplicita, che le liti tra esse insorte, o che possono in futuro nascere in relazione a determinati rapporti giuridici, vengano decise da un arbitro, quale terzo giudicante, unico o collegiale, senza (necessariamente) attenersi alla regole di procedura scritte nel codice di rito, con una pronuncia, racchiusa nel lodo, avente gli stessi effetti di una determinazione contrattuale, che le parti medesime, già con la stipula del patto compromissorio, si impegnano ad accettare come espressione della propria volontà. Il ri...

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