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Apposizione termini (procedimento di)

Sommario

Inquadramento | L'azione di apposizione di termini in generale | Apposizione di termini e regolamento di confini | La competenza | Legittimazione attiva e passiva | La decisione | Riferimenti |

 

L'azione per apposizione di termini è disciplinata dal codice civile all'art. 951 c.c., nel capo dedicato alle azioni a difesa del diritto di proprietà. In particolare, quando i confini tra fondi contigui siano certi, ma i termini (e cioè i segni materiali impiegati allo scopo della individuazione dei confini medesimi) manchino, ovvero siano divenuti irriconoscibili, ciascun proprietario ha diritto di chiedere che essi siano apposti o ristabiliti a spese comuni.  Si tratta nondimeno di un'azione a carattere personale (e non reale), la quale presuppone che il confine sia certo e incontestato: essa è cioè diretta semplicemente a far sì che la linea di demarcazione tra proprietà contigue sia resa riconoscibile mediante la collocazione di segni esteriori, i termini appunto, che individuino materialmente il confine. È ovvio che all'apposizione di termini, così come al regolamento di confini, i proprietari contigui possono provvedere materialmente di comune accordo, da se medesimi. Per le cause relative ad apposizione di termini è competente il giudice di pace, indipendentemente dal valore, ai sensi dell'art. 7, comma 3, n. 1, c.p.c. Ai sensi dell'art. 21 c.p.c. è competente il giudice del luogo in cui si trovano gli immobili.

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