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Appello (forma dell’)

Sommario

Inquadramento | Forma dell'appello in generale | I requisiti di contenuto-forma dell'atto d'appello | Il petitum e la causa petendi | Nullità e sanatoria dell'atto d'appello | I termini a comparire | Riferimenti |

 

La forma dell'appello (sul quale v. appello in generale) è regolata dall'art. 342 c.p.c., norma che il legislatore ha modificato una prima volta nel 1990, con l'aggiunta dell'attuale comma 2 (sui termini a comparire) e l'eliminazione del riferimento all'art. 313 c.p.c. (che riguardava l'appello delle sentenze del conciliatore), ed una seconda volta nel 2012, con la sostituzione del vecchio comma 1, che in precedenza era così formulato: «L'appello si propone con citazione contenente l'esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell'impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell'art. 163». La attuale formulazione, derivante dalla riforma del 2012, intende essenzialmente rendere più dettagliata e severa la nozione di specificità dei motivi di appello, quale requisito di ammissibilità dell'impugnazione, recependo il significato che già la giurisprudenza del terzo millennio aveva attribuito alla nozione di «motivi specifici» (v. APPELLO, SPECIFICITÀ DEI MOTIVI).

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