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Adozione in casi particolari

05 Ottobre 2016 |

Sommario

Inquadramento | Ipotesi di adozione in casi particolari | Disciplina processuale | Segue: Impugnazioni | Segue: Revoca | Effetti del provvedimento di adozione in casi particolari | Adozione da parte di un singolo adottante | Adozione da parte di coppie non coniugate (eterosessuali o omosessuali) | Segue: art. 44, comma 1, lett. d), l. n. 184 del 1983 | Riferimenti |

 

L'istituto dell'adozione in casi particolari (adozione c.d. «mite» o semipiena) si colloca, in via residuale, nell'ambito dei mezzi di tutela predisposti dall'ordinamento in favore del minore che si trovi in una situazione di disagio familiare. L'adozione di minori è possibile anche quando gli stessi non siano stati dichiarati in stato di adottabilità, nelle ipotesi tassative, e di «stretta interpretazione» (Cass. civ., sez. I, 27 settembre 2013, n. 22292), previste dall'art. 44 della l. n. 184 del 1983 (in seguito: l. ad.). Il criterio-guida dovrà essere, anche in tal caso, quello della realizzazione dell'interesse superiore («preminente») del minore (art. 3 Convenzione sui diritti del fanciullo fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata con l. n. 176 del 1991; art. 24 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea fatta a Strasburgo il 12 dicembre 2007). Lo scopo perseguito è quello di inserire il minore in un contesto familiare idoneo ad un sereno ed equilibrato sviluppo della sua personalità, ad un tempo consentendogli di mantenere contatto, anche affettivo, con altri familiari e/o con i genitori biologici, nonostante l'oggettiva incapacità di questi ultimi all'assolvimento dei loro doveri. Gli effetti dell'adozione sono descritti negli artt. 47 ss. l. ad.

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