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Il giudice del rinvio non può rilevare, per la prima volta, la non integrità del contraddittorio

22 Settembre 2017 |

Cass. civ.

Giudizio di rinvio

La vicenda. In sede di rinvio, il Tribunale di Roma dichiarava la nullità della sentenza di prime cure per difetto di integrità del contraddittorio e la necessaria remissione della causa dinanzi al primo giudice ex art. 354 c.p.c..

Veniva proposto ricorso in Cassazione, denunciando la violazione degli artt. 392, 394, 101 e 112 c.p.c., nonché 24 Cost., in relazione all’art. 360, n. 3 c.p.c..

 

«Il motivo è manifestamente fondato». È invero pacifico in sede di legittimità che «nel giudizio di rinvio dalla Corte di cassazione non può essere eccepita o rilevata d’ufficio la non integrità del contraddittorio a causa di un’esigenza originaria di litisconsorzio (art. 102 c.p.c.) quando tale questione non sia stata dedotta con il ricorso per cassazione e rilevata dal giudice di legittimità, dovendosi presumere che il contraddittorio sia stato ritenuto integro in quella sede, con la conseguenza che nel giudizio di rinvio e nel successivo giudizio di legittimità, possono e devono partecipare, in veste di litisconsorti necessari, soltanto coloro che furono parti nel primo giudizio davanti alla Corte di cassazione» (Cass. n. 5061/2007).

Sulla base di tali argomenti la Suprema Corte accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata.

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