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Gratuito patrocinio: nelle cause di separazione si computa il reddito dei figli

Il caso. Nel procedimento di separazione personale tra coniugi, la moglie veniva ammessa dal COA di Trento, in via anticipata e provvisoria, al patrocinio a spese dello Stato. Il Giudice del tribunale di Trento revocava l’ammissione al beneficio in virtù del fatto che il reddito del nucleo familiare dell’anno successivo alla domanda superava quello stabilito dagli artt. 76 e 92 d.P.R. n. 115/2002. Contro tale decreto di revoca, la soccombente ha proposto ricorso per cassazione.

 

Gratuito patrocinio nelle cause di separazione. La ricorrente sostiene che, nelle cause di separazione dei coniugi deve essere considerato, ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, il solo reddito dell’istante. Di conseguenza, doveva essere escluso dal cumulo, oltre il reddito dell’altro coniuge, anche il reddito del figlio convivente.

 

Il reddito dei figli conviventi si calcola? Il Collegio, ricorda al contrario di quanto sostenuto dalla ricorrente, che nelle cause di separazione, non avendo per oggetto diritti della personalità, c’è conflitto di interessi solo con il coniuge che ha promosso l’azione o che è convenuto, e non anche con i figli conviventi, privi di ogni legittimazione processuale a fronte della natura strettamente personale dell’azione tra i coniugi. Pertanto, al fine di valutare le condizioni per l’ammissione al gratuito patrocinio, deve essere incluso nel cumulo il reddito dei figli conviventi con il genitore richiedente l’ammissione al beneficio.

 

Per tale motivo, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso.

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