Focus

Note in punta di penna sul nuovo art. 560 c.p.c.

Sommario

Premessa: il quadro normativo previgente | Le novità introdotte | Problematiche sottese al possesso del bene in capo al debitore sino al decreto di trasferimento | Le implicazioni del differimento dell’emanazione dell’ordine di liberazione |

 

La l. n. 12 del 2019, di conversione, con modificazioni, del d.l. n. 145 del 2018, è intervenuta significativamente sulla materia dell’esecuzione forzata immobiliare mediante una nuova, pressoché integrale modifica, dell’art. 560 c.p.c. dedicato alla custodia ed all’ordine di liberazione. La disposizione, peraltro, era stata già novellata di recente sotto plurimi aspetti, da parte del d.l. n. 59 del 2016, convertito nella l. n. 118 del 2016. L’interesse del legislatore per la norma è correlato al ruolo nevralgico assunto dalla stessa rispetto all’equilibrio tra le ragioni dei creditori, ossia la celere vendita del bene pignorato, e quelle del debitore a continuare a dimorare nell’immobile pignorato nel corso della procedura (in arg. cfr. Farina, In difesa dell’art. 560 c.p.c. e dell’ordine di liberazione anticipato, in ilprocessocivile.it).

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